a cura di Gianfranco Ellero
Venerdì 23 gennaio 2026 ore 20,30 Centro della Comunità Franco Sgarban Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
Il paesaggio: foglie/fueis
IL PAESAGGIO DEL FRIULI NELLA PRODUZIONE LETTERARIA DI PIER PAOLO PASOLINI
“… Entrato nella prima strana giovinezza, la mania dell’Atlante si trasformò in una specie di romantica passione per il paesaggio, da cui nacquero le sue corse in bicicletta e le sue emozionanti scoperte.
Una di queste prime scoperte era stato Valvasone.
Fu in una giornata di pioggia del 1936. Sotto un cielo di bitume, e una campagna gocciolante, lucida come il nichel, giunse a Valvasone quasi in trance, e vide subito, dietro il fossato, silenziosi, i muraglioni del castello, sparsi di piccole imposte rosse e blu e vasi di gerani ai davanzali. Entrato poi nel paese dalla porta di ponente, vicina al castello, dopo una cinquantina di metri si voltò di colpo, e vide davanti a sè, grigio, nero, verde smeraldo, il più casto paesaggio della terra. Il torrione, con la porta a sesto
acuto, le case attigue coi loro portici simili a nicchie, e davanti, un prato verdecupo, nel cui centro un pozzetto ergeva i ricami della sua pietra lucida e dei suoi ferri battuti…”
Posted: Gennaio 31, 2026 by Maurizio Artico
Letture di Pasolini Nell’LXXX dell’Academiuta di lenga furlana
a cura di Gianfranco Ellero
Venerdì 23 gennaio 2026 ore 20,30 Centro della Comunità Franco Sgarban Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
Il paesaggio: foglie/fueis
IL PAESAGGIO DEL FRIULI NELLA PRODUZIONE LETTERARIA DI PIER PAOLO PASOLINI
“… Entrato nella prima strana giovinezza, la mania dell’Atlante si trasformò in una specie di romantica passione per il paesaggio, da cui nacquero le sue corse in bicicletta e le sue emozionanti scoperte.
Una di queste prime scoperte era stato Valvasone.
Fu in una giornata di pioggia del 1936. Sotto un cielo di bitume, e una campagna gocciolante, lucida come il nichel, giunse a Valvasone quasi in trance, e vide subito, dietro il fossato, silenziosi, i muraglioni del castello, sparsi di piccole imposte rosse e blu e vasi di gerani ai davanzali. Entrato poi nel paese dalla porta di ponente, vicina al castello, dopo una cinquantina di metri si voltò di colpo, e vide davanti a sè, grigio, nero, verde smeraldo, il più casto paesaggio della terra. Il torrione, con la porta a sesto
acuto, le case attigue coi loro portici simili a nicchie, e davanti, un prato verdecupo, nel cui centro un pozzetto ergeva i ricami della sua pietra lucida e dei suoi ferri battuti…”
Category: Incontri
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