Laudes Creaturarum
Letture del Cantico di San Francesco
a cura di
Mario Turello
Fondatore di un ordine ecclesiastico e protagonista d’un nuovo corso nella storia del cristianesimo, Francesco divenne, con un solo breve componimento, il primo vero poeta nel nostro volgare.
Il breve testo è stato oggetto d’una smisurata serie di osservazioni, che ne hanno percorso tutti gli elementi testuali costitutivi e le occasioni esteriori: la tradizione manoscritta, la lingua, la metrica, la tecnica compositiva, le circostanze della composizione, le fonti e i passi paralleli con gli altri scritti, e soprattutto l’interpretazione, avviluppando con sottilissima dialettica di problemi e dubbi un testo che prima pareva
sprovvedutamente trasparente. Di tutti i punti elencati, il solo che si trovi oggi risolto senza più ritorni è quello dell’autenticità.
Dopo tanta dialettica ci troviamo oggi a dover scegliere mossi dal gusto o dall’intuito.
(Giovanni Pozzi)
Dottissime dispute si sono fatte riguardo al tipo di rapporto che il Cantico propone fra il Creatore e le creature. Che cosa significa «Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature»? Che Dio va lodato insieme con tutte le creature, cioè che a queste e a Quello va indirizzata la lode, oppure che Egli dev’essere lodato per mezzo di esse? E che cosa significa «Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna», «per frate vento» e così via? Quel per va inteso come complemento d’agente, simile al par francese, e quindi si auspica che le creature lodino il Creatore? O s’intende che Dio va lodato dall’uomo a causa delle cose che ha creato? O che la lode deve innalzarsi fino a Lui per mezzo di esse?
Sono questioni legittime, che però sottovalutano un po’ troppo, forse, il carattere sintetico e non analitico di tali preposizioni. Il discorso di Francesco, che può sembrare ambiguo perché risulta arduo sottoporlo a una corretta analisi sia grammaticale sia logica, vive a un livello più profondo di una polisemicità che
recupera qualunque senso, qualunque significato. E ci si accorge che Dio può essere lodato al tempo stesso dalle creature e a causa loro, per mezzo di loro e attraverso di loro.
(Franco Cardini)
Posted: Ottobre 8, 2026 by Admin
LAUDES CREATURARUM
Laudes Creaturarum
Letture del Cantico di San Francesco
a cura di
Mario Turello
Fondatore di un ordine ecclesiastico e protagonista d’un nuovo corso nella storia del cristianesimo, Francesco divenne, con un solo breve componimento, il primo vero poeta nel nostro volgare.
Il breve testo è stato oggetto d’una smisurata serie di osservazioni, che ne hanno percorso tutti gli elementi testuali costitutivi e le occasioni esteriori: la tradizione manoscritta, la lingua, la metrica, la tecnica compositiva, le circostanze della composizione, le fonti e i passi paralleli con gli altri scritti, e soprattutto l’interpretazione, avviluppando con sottilissima dialettica di problemi e dubbi un testo che prima pareva
sprovvedutamente trasparente. Di tutti i punti elencati, il solo che si trovi oggi risolto senza più ritorni è quello dell’autenticità.
Dopo tanta dialettica ci troviamo oggi a dover scegliere mossi dal gusto o dall’intuito.
(Giovanni Pozzi)
Dottissime dispute si sono fatte riguardo al tipo di rapporto che il Cantico propone fra il Creatore e le creature. Che cosa significa «Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature»? Che Dio va lodato insieme con tutte le creature, cioè che a queste e a Quello va indirizzata la lode, oppure che Egli dev’essere lodato per mezzo di esse? E che cosa significa «Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna», «per frate vento» e così via? Quel per va inteso come complemento d’agente, simile al par francese, e quindi si auspica che le creature lodino il Creatore? O s’intende che Dio va lodato dall’uomo a causa delle cose che ha creato? O che la lode deve innalzarsi fino a Lui per mezzo di esse?
Sono questioni legittime, che però sottovalutano un po’ troppo, forse, il carattere sintetico e non analitico di tali preposizioni. Il discorso di Francesco, che può sembrare ambiguo perché risulta arduo sottoporlo a una corretta analisi sia grammaticale sia logica, vive a un livello più profondo di una polisemicità che
recupera qualunque senso, qualunque significato. E ci si accorge che Dio può essere lodato al tempo stesso dalle creature e a causa loro, per mezzo di loro e attraverso di loro.
(Franco Cardini)
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