Domenica 05 luglio 2026 – ore 21
Tricesimo Parco di Villa Ciceri , via Ugo Foscolo, 15
Le Nuove Querce presentano
Prima che la luna cali
Lettura scenica dal racconto d’esordio di Bruna Sibille-Sizia
A cura di:
Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini
‘Prima che la luna cali’, esordio letterario di Bruna Sibille-Sizia nel 1946 , quando ha appena diciannove anni, premiato anche da Pier Paolo Pasolini, il racconto, messo poi in scena come atto unico, si apre con la vista di sette bare e sette cadaveri. Dentro le bare, dei non morti. Sono non-morti, sì, ma non sono affatto zombie: non sono solo soldati o partigiani che si sono anche uccisi l’un l’altro, ma c’è anche una donna. Narrano storie di guerra, ma anche di razza, terra, morte, vita, memoria, tempo, Dio. I sette morti sul palcoscenico sono irrequieti, si agitano, e non perché ci siano tra loro dei conti da saldare, su questo anzi riescono ad essere anche ironici. No, tra di loro va tutto bene. È che quei morti hanno ancora molto da insegnarci su come si è vissuto e invece si dovrebbe vivere, sull’insensatezza della violenza e della guerra, sul male e sul bene, sul valore della memoria. Ma c’è un termine per questo gioco per queste confessioni. Tutto questo il pubblico lo deve capire ‘prima che la luna cali’, perché è proprio la luna a tenerli in vita
Posted: Giugno 29, 2026 by Maurizio Artico
ESTATE A VILLA CICERI 2026
Domenica 05 luglio 2026 – ore 21
Tricesimo Parco di Villa Ciceri , via Ugo Foscolo, 15
Le Nuove Querce presentano
Prima che la luna cali
Lettura scenica dal racconto d’esordio di Bruna Sibille-Sizia
A cura di:
Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini
‘Prima che la luna cali’, esordio letterario di Bruna Sibille-Sizia nel 1946 , quando ha appena diciannove anni, premiato anche da Pier Paolo Pasolini, il racconto, messo poi in scena come atto unico, si apre con la vista di sette bare e sette cadaveri. Dentro le bare, dei non morti. Sono non-morti, sì, ma non sono affatto zombie: non sono solo soldati o partigiani che si sono anche uccisi l’un l’altro, ma c’è anche una donna. Narrano storie di guerra, ma anche di razza, terra, morte, vita, memoria, tempo, Dio. I sette morti sul palcoscenico sono irrequieti, si agitano, e non perché ci siano tra loro dei conti da saldare, su questo anzi riescono ad essere anche ironici. No, tra di loro va tutto bene. È che quei morti hanno ancora molto da insegnarci su come si è vissuto e invece si dovrebbe vivere, sull’insensatezza della violenza e della guerra, sul male e sul bene, sul valore della memoria. Ma c’è un termine per questo gioco per queste confessioni. Tutto questo il pubblico lo deve capire ‘prima che la luna cali’, perché è proprio la luna a tenerli in vita
Category: Incontri
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