DOMENICA 23 NOVEMBRE 2025 – ORE 18 AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE DI TRICESIMO
DONNE, LAVORO E VIOLENZA DI GENERE
Roberta Nunin, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università di Trieste, già Consigliera di parità della Regione Fvg e attuale presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine si soffermerà, fra le altre cose, sullo stretto legame fra alcuni contesti lavorativi e occupazionali, nei quali è presente una diversità di trattamento a livello di ruoli e compensi fra uomo e donna, e fenomeni di violenza “economica” che possono rendere le donne particolarmente vulnerabili, soprattutto quando cercano di sottrarsi a situazioni di violenza familiare. Discriminazione lavorativa e salariale, difficoltà o addirittura impossibilità nell’infrangere il “soffitto di cristallo”, sono tematiche solo apparentemente superate, che spesso hanno radici sociali e culturali molto profonde, riguardo alle quali è sempre auspicabile un utile confronto”.
MARTEDI’ 25 NOVEMBRE 2025 – ORE 21
TEATRO LUIGI GARZONI DI TRICESIMO
DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
Spettacolo Teatrale
Aida Talliente (racconti e musica)
Elsa Martin (voce e musica)
Giulia Spanghero videoanimation e grafica
Un mondo migliore è possibile grazie alle donne. Questo concetto ha catturato la mente ed il cuore di tutti coloro che sono assetati di giustizia e i cui diritti sono loro negati. Soprattutto per le donne l’idea di un mondo migliore è alla base di tutto: di qualsiasi dimostrazione, qualsiasi campagna, qualsiasi sforzo nel mobilitare le persone, e dato il coinvolgimento e il ruolo giocato dalle donne, s’intuisce che molto probabilmente un mondo migliore ci sarà grazie a loro. Quando le donne narrano le loro storie, producono un’esperienza di guarigione per se stesse e per chi le ascolta. Dire la verità sulle loro vite cambia il mondo. Quando le donne si raccontano, scoprono temi comuni. Imparano che le proprie individuali esperienze di invisibilità, discriminazione, mancanza di riconoscimento e pressioni familiari e sociali sono comuni ad altre donne e non rimangono immobili. Fanno di tutto per migliorare la situazione. Sono nati così i centri anti violenza, le case delle donne ed è stata assicurata l’assistenza legale per porre fine alla violenza di genere. Per maschie e femmine sono state richieste e implementate istruzione, democrazia, riforme sul lavoro, nuovi diritti di famiglia e nuove legislazioni in materia di salute riproduttiva. Non c’è settore dell’umana esistenza in cui le donne non abbiano lavorato e non stiano lavorando affinché le priorità siano pace, giustizia, uguaglianza e libertà per tutti.
A loro è dedicato questo percorso narrativo e musicale che si sviluppa attraverso storie provenienti da varie parti del mondo. Voci e grida di lotta, di impegno, di memoria, di pazienza, passione, cura e bellezza. Esperienze che si mischiano e vanno a comporre un tessuto sociale più umano e attento, fatto di solidarietà, incontri, scambi e collaborazioni; da quelle delle piantatrici di alberi nel deserto del Tatacoa in Sud America, alla storia di Malalai Joya deputata alla Camera bassa in Afghanistan, alle lettere dal carcere scritte da Nassrim Sotoudeh, l’avvocatessa iraniana che da sempre lotta per i diritti degli oppressi, alle parole di Liliana Segre che ci inchiodano davanti alla storia drammatica della Seconda Guerra Mondiale e all’Europa dei giorni nostri. E ancora: le voci dalle seminatrici in Ruanda, quelle delle straordinarie combattenti Kurde e l’ultima voce quella di Joumana Haddad poetessa libanese.
Donne che ricostruiscono il mondo con un lavoro incessante, con straordinaria determinazione e con orgogliosa tenacia nonostante le difficoltà.
Parole, canto e sonorità evocative e visionarie, sono gli strumenti che disegnano paesaggi emotivi all’interno di questo viaggio denso di umanità che vuole essere un doveroso omaggio a tutte quelle donne che, giorno dopo giorno, con amore e forza, continuano a lottare rendendo possibile ciò che, altrimenti, resterebbe solo illusione
GIOVEDI’ 27 NOVEMBRE 2025 ORE 20,30
AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE DI TRICESIMO
RISPETTATE-ME: Educazione al rispetto ed alla parità di genere
L’argomento della terza serata di Vonde! 2025 è quello dell’educazione al rispetto e alla parità di genere, con ragazzi, ragazze, famiglie e comunità.
Le psicologhe cliniche, scolastiche,forensi e criminologhe Raffaella Peressi e Cristina Peressini da una parte riporterannoi risultati del percorso sviluppato nel 2025 con gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo di Tricesimo; dall’altra rifletteranno con genitori, famiglie, cittadini e cittadine su quali possibili strategie adottare per promuovere parità e rispetto con i più giovani. La presentazione sarà accompagnata dalle letture e dalla musica della cantautrice friulana Nicole Coceancig.
Posted: Gennaio 31, 2026 by Maurizio Artico
GIORNO DELLA MEMORIA – Tre chili di cenere
Domenica 1 febbraio 2026 ore 18
Centro della Comunità Franco Sgarban – Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
Tre chili di cenere
Lettura scenica di:
Carlo Tolazzi e Serena Fogolini
Spettacolo adatto ad un pubblico adulto
Nella lugubre storia dei campi di sterminio nazisti, si annovera una sola ribellione, quella del 7 ottobre 1944 ad Auschwitz, quando un gruppo di internati facenti parte del cosiddetto “sonderkommando” (la squadra obbligata a “preparare” i deportati alla camera a gas e a poi a cremarli nei forni) si rivoltò, bruciò due forni crematori e cercò di aprire un varco a un gruppo di elementi di supporto che attendeva al di là della Vistola, il fiume che scorreva tangente il lager. La ribellione venne soffocata quasi subito e i rivoltosi vennero impiccati.
La lettura scenica racconta il confronto fra una delle prostitute che “lavoravano” nel campo e un componente del Sonderkommando che ha cercato nascondiglio nel bordello. Nel drammatico faccia a faccia emerge la crudeltà dei lager, ma soprattutto l’abilità da parte dei nazisti di trasformare anche i deportati in autentici aguzzini nei confronti dei loro compagni di reclusione
Posted: Gennaio 31, 2026 by Maurizio Artico
Letture di Pasolini Nell’LXXX dell’Academiuta di lenga furlana
a cura di Gianfranco Ellero
Venerdì 30 gennaio 2026 ore 20,30 Centro della Comunità Franco Sgarban Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
La gente: Viers Pordenon e il mont.
Il Poeta sa di essere Pasolini all’anagrafe, ma lui si sente Colussi, come la madre. E dopo aver mappato il territorio della sua “patria” fra infanzia e adolescenza (aveva 14 anni quando nel 1936 visita Valvasone, come sappiamo dalla seconda lettura), vuol conoscere dapprima la sua gente in linea materna, e poi il gruppo umano di Casarsa del quale la sua gente fa parte, rimanendo “imparentata” con il paese per religione, lingua, economia e paesaggio.
Scopre così che i membri della sua gente, i Colussi, come gli altri del paese, praticano da molto tempo l’emigrazione, causata talvolta dalla guerra.
All’emigrazione dedica quindi due testi fondamentali nel quadro della sua poetica in lingua friulana: “Il soldat di Napoleon” e “Viers Pordenon e il mont”, oggetto di studio nella lettura del 30 gennaio.
Incominciamo dalla prima composizione, dal sapore di “ballata”. Se digitate su Internet “Il soldat di Napoleon”, scoprite che il testo della traduzione italiana fu musicato e cantato da Sergio Endrigo nel 1962 per il suo album contro la guerra. Se poi chiedete a Internet di fornirvi il testo in friulano, ovvero l’originale, scoprite che non è possibile riprodurlo perché coperto da copyright.
Io, seguendo un lungo e tortuoso “sentiero” sono ugualmente riuscito a trovare un testo friulano, riprodotto nell’album “Cjantant Endrigo” del 2004, e così ho scoperto che qualche “autorità linguistica” operante nella nostra regione (che ben conosco), anziché riprodurre il testo originale in casarsese, lo ha trascritto in friulano standard. Ha quindi modificato il testo di Pasolini in quattro modi: 1. eliminando degli spazi fra gli emistichi (classico esempio di emistichio: Nel mezzo del cammin di nostra vita); 2. scomponendo in strofe un testo che non le contempla; 3. eliminando le virgolette del dialogato; 4. adoperando una nuova grafia (Cjasarsa per Ciasarsa, Cjamin per Ciamin, soldât per soldàt, mjeç per miès, cjaval per ciaval, eccetera), e questi sono delitti culturali!
Poco male, dirà qualcuno: si capisce ugualmente. D’accordo, non occorre un interprete. Ma siccome le lettere di un alfabeto, da sole o in gruppi, comunicano suoni, le modifiche ci impediscono di risalire alla vera pronuncia di Visèns Colùs, cioè ai suoni esatti voluti dal Poeta, che diceva e scriveva Ciasarsa, Ciamin, soldàt, ciaval, miès, eccetera.
La trascrizione, che crea confusione fra i parlanti, è quindi dannosa, oltre che non necessaria, per non parlare della mancanza di rispetto per un grande poeta. Si tratta in conclusione di una “traduzione” traditrice, anche perché diffusa su Internet, e chi si nutre del digitale, rimarrà convinto che il testo originale è quello modificato! È questo il classico esempio di come si possa rovinare una bella iniziativa (diffondere il friulani attraverso il canto) per questioni ideologiche o per ragioni di principio.
Più massiccia e di lunga durata l’emigrazione dei lavoratori, che toccò il picco nei quindici anni successivi alla Seconda guerra mondiale, quando la provincia di Udine perse 28.000 persone.
Il Poeta la ricostruisce in un’indimenticabile sintesi che sembra la trascrizione in versi di una sceneggiatura cinematografica. L’aspetto straordinario di questa poesia è rappresentato dalla ricostruzione dell’ambiente che gli emigranti hanno abbandonato, non da quello che hanno trovato lontano da casa, andando “viers Pordenon e il mont”.
Gianfranco Ellero
Posted: Gennaio 31, 2026 by Maurizio Artico
Letture di Pasolini Nell’LXXX dell’Academiuta di lenga furlana
a cura di Gianfranco Ellero
Venerdì 23 gennaio 2026 ore 20,30 Centro della Comunità Franco Sgarban Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
Il paesaggio: foglie/fueis
IL PAESAGGIO DEL FRIULI NELLA PRODUZIONE LETTERARIA DI PIER PAOLO PASOLINI
“… Entrato nella prima strana giovinezza, la mania dell’Atlante si trasformò in una specie di romantica passione per il paesaggio, da cui nacquero le sue corse in bicicletta e le sue emozionanti scoperte.
Una di queste prime scoperte era stato Valvasone.
Fu in una giornata di pioggia del 1936. Sotto un cielo di bitume, e una campagna gocciolante, lucida come il nichel, giunse a Valvasone quasi in trance, e vide subito, dietro il fossato, silenziosi, i muraglioni del castello, sparsi di piccole imposte rosse e blu e vasi di gerani ai davanzali. Entrato poi nel paese dalla porta di ponente, vicina al castello, dopo una cinquantina di metri si voltò di colpo, e vide davanti a sè, grigio, nero, verde smeraldo, il più casto paesaggio della terra. Il torrione, con la porta a sesto
acuto, le case attigue coi loro portici simili a nicchie, e davanti, un prato verdecupo, nel cui centro un pozzetto ergeva i ricami della sua pietra lucida e dei suoi ferri battuti…”
Posted: Dicembre 19, 2025 by Maurizio Artico
Letture di Pasolini Nell’LXXX dell’Academiuta di lenga furlana
a cura di Gianfranco Ellero
Venerdì 19 dicembre 2025 ore 20,30 Centro della Comunità Franco Sgarban Via San Bartolomeo, 24 – Ara di Tricesimo
La lingua: Dialet lenga e stil
Di sigùr, paisàns, i no veis mai pensat ai repuars c’a passin fra
li ideis di «dialet», «lenga» e «stil». Quant ch’ i parlais, i ciacarais,
i sigais tra di vualtris, i doprais chel dialet ch’ i veis imparat
da vustra mari, da vustri pari e dai vustris vecius. E a son
sècui che i frus di chisçus loucs a sucin dal sen di so mari chel
dialet, e co a doventin òmis, a ghi lu insegnin encia lour ai soi
olùs. E par imparalu, a no coventin silabarios, libris, gramatichis;
a si lu parla cusì, coma c’ a si mangia o e’ a si respira. Nisun
di vualtris al savarès scrivilu, chistu dialet, e, squasi squasi,
nencia lèsilu. Ma intant lui al è vif, e se vif!, ta li vustris bocis,
tai lavris da li zovinutis, tai stomis dai fantas, e al suna alegramentri
di bràida in bràida, di ciamp in ciamp.
Cusì il dialet al è la pi ùmila e comun maniera di esprimisi al é
doma che parlat, nisun al si impensa mai di scrivilu.
Ma se a qualchidun a ghi vegnès che idea? I vuej disi l’idea di
doprà il dialèt par esprimi i so sintimins, li so pasions? No, tegnèivi
ben a mins, no par scrivi do tre stupidadis da fa ridi, o
par contà do tre storiutis vecis dal so pais (parsè che alora il
dialet al resta dialet, e basta li), ma cun l’ambisiòn di disi robis
pi elevadis, disilis, magari; se qualchidun, insoma, al crodès di
esprimisi miej cu ‘1 dialet da la so ciera, pi nouf, pi fresc, pi
fuart si no la lenga nasional imparada tai libris? Se a qualchidun
a ghi ven che idea, e al é bon di realisala, e altris c’ a
parlin chel stes dialet, a lu sèguitin e a lu imitin, e cussì, un puc
a la volta, a si ingruma na buna quantitat di material scrit, alora
chel dialet al doventa «lenga». La lenga a sarès cussì un dialet
seni e doprat par esprimi i sintimins pi als e segres dal cour.
Cussì, i veis di savè – par esempi – che il Talian na volta, tanciu
sècui fa al era encia lui doma che un dialet, fevelat da la puora
zent, dai contadins, dai famejs, dai sotans, mentri che i siors e
i studias a parlavin e a scrivevin in latin.
Posted: Dicembre 9, 2025 by Maurizio Artico
la notte dei bambini
LA NOTTE DEI BAMBINI
Gaia Nanni
Coro VocinVolo Ritmea diretto da Lucia Follador
Drammaturgia: Gaia Nanni e Giuliana Musso Regia: Giuliana Musso
Scene: Francesco Fassone;
Progetto musicale: Giovanna Pezzetta
Arrangiamenti: Leo Virgili;
Costumi:Anna Primi
Direzione tecnica e disegno luci: Marco Santambrogio
La Notte dei Bambini è la storia di un piccolo popolo che si trova a vivere un evento straordinario: il trasferimento, avvenuto nella notte del 14 Dicembre 2007, dell’intero Ospedale Meyer di Firenze, l’Ospedale dei bambini, dalla vecchia sede a quella nuova.
Lungo un percorso protetto la città assiste all’ordinato passaggio di ambulanze silenziose, motociclette della polizia e dei carabinieri, taxi che sembrano auto mediche, pulmini, autobus pubblici. Intorno a loro 200 vigili urbani volontari, 230 volontari della protezione civile, 50 agenti di polizia e carabinieri, e un cordone di cittadine e cittadini che “stanno a veglia” fino al cuore della notte
Posted: Dicembre 2, 2025 by Maurizio Artico
LA NOTTE DEI BAMBINI
Gaia Nanni
Coro VocinVolo Ritmea diretto da Lucia Follador
Drammaturgia: Gaia Nanni e Giuliana Musso Regia: Giuliana Musso
Scene: Francesco Fassone;
Progetto musicale: Giovanna Pezzetta
Arrangiamenti: Leo Virgili;
Costumi:Anna Primi
Direzione tecnica e disegno luci: Marco Santambrogio
La Notte dei Bambini è la storia di un piccolo popolo che si trova a vivere un evento straordinario: il trasferimento, avvenuto nella notte del 14 Dicembre 2007, dell’intero Ospedale Meyer di Firenze, l’Ospedale dei bambini, dalla vecchia sede a quella nuova.
Lungo un percorso protetto la città assiste all’ordinato passaggio di ambulanze silenziose, motociclette della polizia e dei carabinieri, taxi che sembrano auto mediche, pulmini, autobus pubblici. Intorno a loro 200 vigili urbani volontari, 230 volontari della protezione civile, 50 agenti di polizia e carabinieri, e un cordone di cittadine e cittadini che “stanno a veglia” fino al cuore della notte.
Posted: Novembre 17, 2025 by Maurizio Artico
VONDE! 2025 – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
DOMENICA 23 NOVEMBRE 2025 – ORE 18 AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE DI TRICESIMO
DONNE, LAVORO E VIOLENZA DI GENERE
Roberta Nunin, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università di Trieste, già Consigliera di parità della Regione Fvg e attuale presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine si soffermerà, fra le altre cose, sullo stretto legame fra alcuni contesti lavorativi e occupazionali, nei quali è presente una diversità di trattamento a livello di ruoli e compensi fra uomo e donna, e fenomeni di violenza “economica” che possono rendere le donne particolarmente vulnerabili, soprattutto quando cercano di sottrarsi a situazioni di violenza familiare. Discriminazione lavorativa e salariale, difficoltà o addirittura impossibilità nell’infrangere il “soffitto di cristallo”, sono tematiche solo apparentemente superate, che spesso hanno radici sociali e culturali molto profonde, riguardo alle quali è sempre auspicabile un utile confronto”.
MARTEDI’ 25 NOVEMBRE 2025 – ORE 21
TEATRO LUIGI GARZONI DI TRICESIMO
DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
Spettacolo Teatrale
Aida Talliente (racconti e musica)
Elsa Martin (voce e musica)
Giulia Spanghero videoanimation e grafica
Un mondo migliore è possibile grazie alle donne. Questo concetto ha catturato la mente ed il cuore di tutti coloro che sono assetati di giustizia e i cui diritti sono loro negati. Soprattutto per le donne l’idea di un mondo migliore è alla base di tutto: di qualsiasi dimostrazione, qualsiasi campagna, qualsiasi sforzo nel mobilitare le persone, e dato il coinvolgimento e il ruolo giocato dalle donne, s’intuisce che molto probabilmente un mondo migliore ci sarà grazie a loro. Quando le donne narrano le loro storie, producono un’esperienza di guarigione per se stesse e per chi le ascolta. Dire la verità sulle loro vite cambia il mondo. Quando le donne si raccontano, scoprono temi comuni. Imparano che le proprie individuali esperienze di invisibilità, discriminazione, mancanza di riconoscimento e pressioni familiari e sociali sono comuni ad altre donne e non rimangono immobili. Fanno di tutto per migliorare la situazione. Sono nati così i centri anti violenza, le case delle donne ed è stata assicurata l’assistenza legale per porre fine alla violenza di genere. Per maschie e femmine sono state richieste e implementate istruzione, democrazia, riforme sul lavoro, nuovi diritti di famiglia e nuove legislazioni in materia di salute riproduttiva. Non c’è settore dell’umana esistenza in cui le donne non abbiano lavorato e non stiano lavorando affinché le priorità siano pace, giustizia, uguaglianza e libertà per tutti.
A loro è dedicato questo percorso narrativo e musicale che si sviluppa attraverso storie provenienti da varie parti del mondo. Voci e grida di lotta, di impegno, di memoria, di pazienza, passione, cura e bellezza. Esperienze che si mischiano e vanno a comporre un tessuto sociale più umano e attento, fatto di solidarietà, incontri, scambi e collaborazioni; da quelle delle piantatrici di alberi nel deserto del Tatacoa in Sud America, alla storia di Malalai Joya deputata alla Camera bassa in Afghanistan, alle lettere dal carcere scritte da Nassrim Sotoudeh, l’avvocatessa iraniana che da sempre lotta per i diritti degli oppressi, alle parole di Liliana Segre che ci inchiodano davanti alla storia drammatica della Seconda Guerra Mondiale e all’Europa dei giorni nostri. E ancora: le voci dalle seminatrici in Ruanda, quelle delle straordinarie combattenti Kurde e l’ultima voce quella di Joumana Haddad poetessa libanese.
Donne che ricostruiscono il mondo con un lavoro incessante, con straordinaria determinazione e con orgogliosa tenacia nonostante le difficoltà.
Parole, canto e sonorità evocative e visionarie, sono gli strumenti che disegnano paesaggi emotivi all’interno di questo viaggio denso di umanità che vuole essere un doveroso omaggio a tutte quelle donne che, giorno dopo giorno, con amore e forza, continuano a lottare rendendo possibile ciò che, altrimenti, resterebbe solo illusione
GIOVEDI’ 27 NOVEMBRE 2025 ORE 20,30
AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE DI TRICESIMO
RISPETTATE-ME: Educazione al rispetto ed alla parità di genere
L’argomento della terza serata di Vonde! 2025 è quello dell’educazione al rispetto e alla parità di genere, con ragazzi, ragazze, famiglie e comunità.
Le psicologhe cliniche, scolastiche,forensi e criminologhe Raffaella Peressi e Cristina Peressini da una parte riporterannoi risultati del percorso sviluppato nel 2025 con gli studenti e le studentesse dell’Istituto comprensivo di Tricesimo; dall’altra rifletteranno con genitori, famiglie, cittadini e cittadine su quali possibili strategie adottare per promuovere parità e rispetto con i più giovani. La presentazione sarà accompagnata dalle letture e dalla musica della cantautrice friulana Nicole Coceancig.
Posted: Ottobre 11, 2025 by Maurizio Artico
LA PACE E IL SUO CONTRARIO
Sabato 18 ottobre 2025 ore 18,00
Nel cuore dell’Africa
Incontro con: Antonella Napoli
Conduce: Elisabetta Anzil
Proiezione del reportage: Congo storie di guerra e resilienza nel cuore dell’Africa dimenticata con l’intervista a Papa Francesco
Domenica 19 ottobre 2025 ore 18,00
Gaza e non solo: Il diritto di sapere
Barbara Schiavulli, Antonella Napoli
Elena Pasquini (in collegamento dal Libano)
Modera: Anna Piuzzi
Il mondo sta affrontando il maggior numero di conflitti violenti dalla Seconda Guerra Mondiale e 2 miliardi di persone – un quarto dell’umanità – vive in aree interessate da scontri armati.
La pace va perseguita sempre, ovunque e con ogni mezzo perché il suo contrario è solo sconfitta, per tutti. I racconti di Antonella Napoli, Elena Pasquini e Barbara Schiavulli, giornaliste di primo piano nel panorama italiano, ci indicano, attraverso le loro esperienze in scenari di guerra, che questo è oltre che doveroso, possibile.
Evento a cura di Le Nuove Querce e in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Tricesimo, il Club per l’Unesco di Udine, con il patrocinio del Comune di Tricesimo
Last Updated: Settembre 20, 2025 by Maurizio Artico
Un cuore di parole… Ricordo di Pierluigi Cappello
SABATO 4 OTTOBRE – ORE 21,00
TEATRO LUIGI GARZONI TRICESIMO
Un cuore di parole…
Ricordo di Pierluigi Cappello
Concerto del coro Vôs de mont
Intervengono:
Vincenzo Della Mea, Gian Paolo Gri, Antonella Sbuelz, Mario Turello
Conduce: Carlo Tolazzi
Letture di Jacopo Mascitelli
Pierluigi Cappello ha vissuto a Tricesimo per lungo tempo. Noi lo abbiamo conosciuto ed apprezzato sia come uomo che come artista. Nei primi anni duemila, ai tempi del premio Montale, abbiamo collaborato con lui. Indimenticabili le serate estive al circolo culturale “Le Querce”di via Roma dove sono passati, grazie al suo impegno, tanti dei personaggi che adesso animano la cultura nel nostro territorio. Come indimenticabile è stata l’esperienza di “O partigiano” manifestazione svoltasi tra Tricesimo e Tarcento nel 2005. Lo vogliamo ricordare assieme al coro Vôs de Mont e ad alcuni suoi autorevoli amici, nella sua grandezza e nella sua semplicità in questa serata che sarà senz’altro ricca di emozioni.
Posted: Luglio 26, 2025 by Maurizio Artico
Ioiēn (che io possa andare oltre)
E’ il terzo album della band friulana Cinque Uomini sulla Cassa del Morto. Il disco rappresenta un punto di svolta, un’opera introspettiva e profonda che vuole affrontare i temi del cambiamento e dell’incertezza.
Il titolo è un omaggio a un frammento di una poesia di Saffo, una delle più grandi poetesse dell’antica Grecia e la sua interpretazione e traduzione può essere plurima: “che io possa andare oltre”, “che io possa avvicinarmi”, “che io possa andare via”. Come il suo titolo l’album invita a guardare al futuro con coraggio e speranza, ma in modo ambivalente tenendo in considerazione la difficoltà di trovare una risposta univoca alle richieste della vita. Le canzoni di Ioiēn esplorano in modo genuino e spontaneo la problematicità di mantenere una rotta chiara in un mondo dinamico che spesso sembra chiedere troppo, non dando certezze. Ioiēn vuole invitare a trovare un’alternativa alla fretta della contemporaneità che trascina tutto, ma mantenendo ben salde le radici delle cose che contano davvero, che ci spronano ad alzarci ogni giorno e cercare di essere la migliore versione di noi stessi, per il mondo e nel mondo che ci circonda.
La nuova fatica discografica è il risultato della collaborazione della band con il produttore udinese Luca Moreale, che ha co-arrangiato e co-prodotto alcuni brani, lavorando in sinergia con i componenti del gruppo e ha anche missato e masterizzato il disco.
“Cinque Uomini sulla Cassa del Morto”
E’ un progetto musicale attivo dalla primavera del 2013. Nato in Friuli Venezia Giulia, il gruppo propone brani di composizione propria, con sonorità folk-rock e testi in italiano. Caratteristica centrale del progetto è l’attività live, il forte coinvolgimento del pubblico e l’importanza di creare un legame con le persone attraverso la musica.
I “Cinque Uomini” vantano un’intensa attività live, con oltre 350 concerti in tutto il Nord Italia e oltre. Tra le esibizioni più significative, si segnalano le aperture a gruppi come Tre Allegri Ragazzi Morti (2015, Udine) e Franz Ferdinand (2017, Lignano Sabbiadoro), la partecipazione al Collisioni Festival (Barolo, 2017), la finale al Premio Fabrizio De André (Roma, 2016) e le ripetute partecipazioni al Ferrara Buskers Festival (dal 2014 al 2022, con due edizioni da invitati nel 2015 e 2021). Recentemente, sono saliti sul palco del Castello di Udine in apertura alla band LA SAD.
Il gruppo ha all’attivo tre dischi autoprodotti di brani inediti: “Blu” (2017), “Kairòs” (2019) e “Ioiēn” (2025). Tra il 2020 e il 2023 sono usciti alcuni singoli, tra cui “L’unico segno del tempo”, in collaborazione con il cantautore friulano Alvise Nodale, e “Umani”, che anticipa l’EP “Esseri Umani”, pubblicato a inizio 2024.
Le sonorità spaziano dal pop-rock a influenze folk (musica irlandese, klezmer), con arrangiamenti caratterizzati da una grande varietà timbrica, l’uso di numerosi strumenti e l’armonia delle quattro voci.
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